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E' difficile capire quando non si può scegliere secondo un criterio gratificante ed esclusivo. Perché è realmente un'illusione. Non esiste questo tipo di scelta; questa è solo una delega delle proprie responsabilità, a favore della noia, del non senso, dell'animalicità più incline alla deriva. Ed il fatto che ciò non esista per nessuno è ancor più difficile da capire. Se proprio alcuna persona imponesse ad un'altra qualcosa, noi ci renderemmo conto che, per vivere, abbiamo degli obblighi ben precisi, altrimenti morremmo. Per vivere bisogna cibarsi, abbeverarsi, difendersi dagli sbalzi climatici, dalle aggressioni dei virus e delle malattie in generale; abbiamo bisogno di riposare, di riprodurre il nostro seme, di comunicare la nostra presenza. Tutto questo è un obbligo. Può fare più o meno piacere; ma non ci si può sottrarre da ciò. La conseguenza di uno squilibrio in questi parametri fondamentali, comporta la malattia psichica e l'abbruttimento della nostra anima, fino ad innescare la morte anticipata del nostro campo biopsichico. Il problema che si forma su questa base è l'illusione delle apparenze, che a me risulta non solo devastante, ma impedente una reale comunicazione, sia con se stessi che con l'altro. Delegare le proprie responsabilità non è un atto di furbismo, come è usuale pensare fra le menti non evolute; bensì è un suicidio. Dato che la spinta al suicidio, il naufragio nel nulla, l'istinto alla nientificazione e l'attrazione del vacuum sono potentissimi, il 99% della mentalità verte inesorabilmente in quella direzione, con squilibri diversi, dosati e interagiti in modo molto diversificato, anche apparentemente non in quel senso, e solo l'un per cento riesce a trarsi fuori da questo circuito, pagando prezzi che a raccontarli sembrano dei veri e propri racconti extra umanità. Vogliamo fare dei piccoli esempi: facciamoli.
L'essere umano sa che ci sono delle forti possibilità di collegare molte deficienze strutturali sia biopsichiche che cibernetiche alla mancata realizzazione di un'evoluzione del pensiero, tale che la nostra tecnologia verte nella direzione autodistruttiva e non certo reintegrativa. Un'ulteriore conseguenza di questo è l'anarchia del pensiero, per la quale, ognuno fa il comodaccio suo senza avere una benché minima risposta che si possa considerare sociale. Chi ha un potere molto esteso su un notevole gruppo di persone fa esattamente questo, solo che l'effetto deleterio di questo atteggiamento autolesivo si estende anche sugli individui che lo ricevono e lo ripetono e lo rafforzano, quasi per difesa.
Per fare ciò si perdono di vista le reali motivazioni per cui esistere ed anche i reali modi per esistere con dign...Read the entire post... |
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