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| Oggi ho avuto modo di riflettere su un concetto che si è rivelato, nel corso del tempo umano, ma anche del tempo abiologico, un vero e proprio possibile che può distinguere una scelta di un verso, da un'altra di verso opposto, oppure corrispondente, o anche paritetico. Un padrone non è mai uno spione; ma è colui che organizza ciò che deve essere fatto, come deve essere fatto e da chi debba essere svolto il da farsi. Spiare è da garzoni, cioè da gente che non sappia cosa, come, perché e da chi un da farsi vada compiuto, portato a termine. Chi è padrone di se stesso non spia ciò che l'altro fa di sé perché sa già egli stesso cosa fare di se stesso. Semmai constata l'altro per comprendere, sia se stesso che l'altro da sé, ma mai potrebbe soggiogarne l'intento per negargli una realizzazione. Invece chi è garzone di se stesso, deve PER FORZA spiare l'altro, perché non sa mai cosa farsene di sé, neanche vuole saperlo, infatti , in genere non si conosce, e non conosce l'altro realmente, solo deve annientarne la potenzialità, per usurparne lo spazio ed il tempo che, attraverso quella, l'altro riesce a fare proprio. Garantisco che chi volge verso sé non può che rendere il campo equilibrante, ma non certo cristallizzato oppure statico, perché volgere verso se stessi vuol dire sapersi inventare, senza mai venir meno alla parola data. Tags: affaristica, amore reale, estasi del cosciente, menzogna, privacy, spiritualità non religiosa |
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